L’ernia alle Colonne

A beneficio di chi si fosse sintonizzato su RadioDue all’orario annunciato nel post precedente, trovandosi così a udire la voce di Eva Robin’s anziché quella dello stimatissimo scrivente, informiamo che a causa di disguidi tecnici l’intervento del medesimo è slittato alle 19 e 15 (ve lo siete perso? Qui trovate l’mp3, cinque minuti e qualcosa, 2.35 Mb).

Nonostante la fatale titubanza palesata nel cercare di ricordare il fincipit battistiano

Ancora tu.
Che due balle.

il nostro eroe se l’è cavata piuttosto bene, grazie anche alla verve dei conduttori che si sono prestati a recitare alcuni fincipit con voce impostata e carica di pathos, mettendosi in ridicolo al posto suo.

Scherzi a parte ringraziamo di cuore Armando, Federico e tutto lo staff de Le colonne d’Ercole per lo spazio dedicato a Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, il libro che avrebbe già venduto mezzo milione di copie se solo fosse stato scritto da Silvio Muccino, e visto che ci siamo facciamo spazio a una nuova, corposa infornata dei vostri fincipit, cominciando con la rilettura minimalista di Laura non c’è del geniale mauro:

Laura non c’è.
Ci fa.

Cinzia propone un’intepretazione alternativa della hit del momento, Fango:

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo.
La smettete con queste intercettazioni ambientali?

Sba concluderebbe così La vispa Teresa:

La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
mischiato tabacco
per far ‘na cannetta.

mentre s.o.i.a. propone

La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
pestata una merda.

Renato De Rosa su La luna e i falò:

C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba.
Sono di Gallipoli.

Kaos sul Vangelo secondo Matteo:

“In principio era il Verbo.”
E fu così che Matteo ebbe 2 in grammatica.

Carms su Alla ricerca del tempo perduto:

A lungo, mi sono coricato di buon’ora.
Poi è cominciato Colpo Grosso…

Sergio su Chi non lavora non fa l’amore:

“Chi non lavora non fa l’amore”,
questo mi ha detto un pornoattore.

Chiagia su Mi si escludeva:

E mi ricordo che mi si escludeva
poi ho cominciato a farmi la doccia al mattino.

Hombre su Alla fiera dell’est:

Alla fiera dell’est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.
Alla fiera dell’est, per quattro soldi, tre topolini mio padre comprò. C’era il tre per due.

Mario su Solcata ho fronte…

Solcata ho fronte, occhi incavati intenti,
ma vedrete che prima o poi trombo anch’io.

Pling su Bella ciao:

Una mattina mi son svegliato,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao.
– Che ciao e ciao, fanno duecento euro!

E concludiamo con la brillante intuizione di Paola, che stravolge l’incipit de La tregua cambiandone solo un monosillabo:

Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell’Armata Rossa ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta nel bacino minerario slesiano.

Ovviamente l’invito è sempre quello: non fermatevi, continuate a far lavorare la fantasia e inviate i vostri fincipit tramite la solita pagina! Alla prossima!

Tutti su RadioDue

Che il fincipit sia con voi, amici! Mentre le vostre geniali trovate continuano a deliziarci senza sosta – siamo ormai a quota quattrocento, wow, non fermatevi! – siamo lieti di annunciarvi che Stefano interverrà in diretta domani sera (sabato 16), intorno alle 18.30, come ospite telefonico della trasmissione di RadioDue Le colonne d’Ercole. Ovviamente sarà un’ottima occasione per presentare agli ascoltatori Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, il libro più venduto di sempre tra i nostri parenti, dando lettura di alcune delle battute che lo hanno reso famoso (sempre tra i nostri parenti, s’intende). Sintonizzatevicisi anche voi!

Grazie Vale!

Qualche timida incursione in radio l’avevamo fatta, ma a nessuno era mai venuto in mente di invitare fisicamente in trasmissone uno di noi, e per di più in diretta, con tutti i rischi del caso. Per questo ringraziamo devotamente Valentina, alias La Vale di Radio Studio Delta, che ieri sera ha ospitato Stefano nel corso del suo programma info@, sopportandolo con pazienza certosina dal principio alla fine, notizie sul traffico comprese.

Durante l’ora (!) di trasmissione i nostri eroi hanno conversato di enigmistica e blog, oltre ovviamente a dare saggio di alcuni fincipit tratti da Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, tra cui l’evergreen di Jannacci

Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale.
– Vengo anch’io?
– Certo, tanto c’ho la Multipla.

Stefano si è divertito parecchio e ci tiene a dire che è stato molto bravo e obbediente, non ha toccato né levette né pulsantini, e la trasmissione si è conclusa senza feriti (a parte un tentativo di autostrangolamento mediante cavo delle cuffie). Grazie Vale!

PS. Della serie “facciamoci del male”: i fans più irriducibili possono scaricare a questo link la trasmissione intera (mp3, 8,9 Mb): epurata da musica e spot, dura una ventina di minuti. Lo sappiamo, è ancora troppo, ma accontentatevi.

Post befanizio

Buon anno, amici dei fincipit! L’Epifania è alle porte, quindi non perdete l’ultima occasione per regalare e farvi regalare l’ormai introvabile Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, il libro che avrebbe senz’altro rivoluzionato la letteratura dell’Ottocento, se solo non ci avessimo messo tutto quel tempo a rileggere le bozze.

Sempre cara mi fu quest’ernia al colon! L’unico libro – provare per credere – i cui spigoli non rovinano la calza della Befana!

E ora, a patto che poi vi precipitiate dal vostro libraio di fiducia, facciamoci due risate con una nuova selezione dei tanti fincipit che i nostri fedelissimi ci hanno inviato tramite l’apposita pagina. Cominciamo con Renato De Rosa su Io vivrò (senza te):

Che non si muore per amore
è una gran bella verità.
Però mi hai attaccato l’herpes.

Blazar su La sera del dì di festa:

Dolce e chiara è la notte e senza vento:
se faccio una puzzetta mi sgamano subito.

Pling su Mamma mia dammi cento lire:

Mamma mia dammi cento lire
ché in America voglio andar…
Però, convenienti questi voli low cost.

Chiagia su Certe notti:

Certe notti la macchina è calda
e dove ti porta lo decide lei
Certe notti mi sembra evidente
che la convergenza si fa i cazzi suoi.
Certe notti se vedi che passa Neil Young
accosta e riposati un po’.

Mario su La ginestra:

Qui su l’arida schiena
c’è un brufolo.

Dottor House su Il mio nome è mai più:

Io non lo so chi c’ha ragione e chi no…
intanto chiamo il mio avvocato.

Cinzia su Una su un milione:

Accettami così
ti prego non guardare
ché dall’estetista
non son potuta andare

Sba su Tanto gentile…:

Tanto gentile e tanto onesta pare
finché non chiede cento euro per ciulare.

gaelia su Un blasfemo:

Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore
poiché l’ernia al disco mi dava dolore

Paola su Con il nastro rosa:

Inseguendo una libellula in un prato
ho incontrato la vispa Teresa.

Rugantino su Cent’anni di solitudine:

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui aveva risposto alla telefonata di Luciano Moggi.

E a voi, tra una fetta di panettone e un alkaseltzer, è venuto in mente qualche nuovo fincipit durante le feste? Forza, cimentatevicisi senza timore!

Ante litteram

Miguel, cantante e frontman del gruppo rock MM40 (Macelleria a Metri 40), ci fa sapere che il testo della canzone ‘Primati 2005’ – che trovate in fondo a questa pagina – contiene il più volte citato fincipit ungarettiano

Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le scimmie.

Diamo a Miguel quel che è di Miguel, dunque, e ammettiamo ufficialmente la band nella ristretta cerchia dei precursori del fincipit, che comprende eminenti personalità quali Umberto Eco e il Proeta. Complimentandoci inoltre per i testi delle canzoni, che tra nonsense e calembour sono in gran parte deliranti, ma quel delirante che a noi piace.

Chapeau!

I fincipit su Tuttolibri!

Un piccolo, doveroso intervento per ringraziare l’eccellentissimo Bruno Gambarotta, che su La Stampa di oggi (pagina XXI di Tuttolibri; qui il Pdf, 585 Kb) dà ampio risalto al libro dei fincipit nel suo articolo sulle bizzarrie letterarie di questa fine 2007:

Un invito al gioco intelligente ed all’allegra dissacrazione dei monumenti letterari è nella raccolta Sempre cara mi fu quest’ernia al colon di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli. (…)

WE ALL LOVE BRUNO! (già da prima, eh, figuratevi adesso)

Annunciazio’ presentazio’

Udite udite, piemontesi e non: venerdì 7 dicembre 2007 (dopodomani), alle ore 18, presso Ippogrifo Bookstore di Cuneo (indirizzo: corso Nizza 1), l’autore Alessandro Bonino (e forse anche quell’altro, ché la strada è lunga e deve ancora decidere) presenterà alla collettività Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, il libro che Vincenzo Mollica definirebbe sicuramente spassoso, illuminante e rivoluzionario se solo fosse al corrente della sua esistenza.

Interverranno, ad animare il giocondo pomeriggio, Piero Dadone (l’autore delle storiche corrispondenze da Cuneo di Cuore) e Pippo dei Trelilu (i Trelilu son un gruppo musicale che, come disse Aldo Grasso, sarebbero famosi come Elio e le Storie Tese se solo non cantassero in dialetto piemontese).

Nell’occasione verrà celebrata l’ostensione di un rarissimo esemplare del volume che ha tutte le pagine stampate capovolte e in ordine inverso, cosicché appare perfettamente normale. Ricordiamo inoltre che sarà possibile acquistare copie autografate SENZA ALCUN SOVRAPPREZZO e questo è già un validissimo motivo per venire; se poi vi volete portare il libro da casa perché ce l’avete già vi si firma uguale, ma visto che ci siete potete pure comprarne un’altra copia, non vorrete mica far figure, suvvia.

Un mese dopo

Rieccoci! È passato un mese e siamo ancora qua, orgogliosi di annunciare che (malgrado la stampa pilotata da Ken Follett stia facendo di tutto per oscurarne il successo) il libro dei Fincipit sta letteralmente spopolando, almeno tra i nostri parenti.

Il Natale si avvicina e siete a corto di idee? Cercate un regalo che possa finalmente sorprendere vostra zia, invece del solito dopobarba? Usate la fantasia e regalate ad amici, familiari e passanti Sempre cara mi fu quest’ernia al colon, il libro più divertente che sia mai stato curato per Mondadori da due blogger di cui uno piemontese e l’altro romagnolo. Da oggi su BOL, IBS e dvd.it con lo sconto del 20%, o anche gratis in tutte le librerie senza antitaccheggio.

Ringraziamo tutti i lettori che hanno inserito i loro fincipit nell’apposita pagina (e perdoniamo, ma solo per questa volta, quelli che hanno inviato il famigerato battutone della matita Carioca) proponendo, come promesso, una piccola selezione di alcune delle battute più divertenti.

Pirez su Piazza grande:

Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è,
prendo un caffè in tazza grande.

Parsifal su Il sabato del villaggio:

La donzelletta vien dalla campagna
ma si veste da Prada.

Renato su Ancora tu:

Àncora tu.
– AGLI ORDINI COMANDANTE!

Pier Giorgio sull’Ave Maria:

Ave Maria, piena di Grazia,
mai che si trovi
Gioia o Amica.

Renato De Rosa su Lo straniero:

Oggi la mamma è morta.
Arriverò alla festa con qualche minuto di ritardo.

Ary su I giardini di marzo:

Il carretto passava e quell’uomo gridava…
SPOSTATEVI!!!

Uomoelettrico su Lo Hobbit:

In un buco della terra viveva uno hobbit.
E se i parenti non tiravano fuori 3 milioni di riscatto, stava ancora là dentro a marcire!

Pling su Canzone per un’amica:

Lunga e diritta correva la strada,
poi hanno fatto tutte quelle cazzo di rotatorie.

Sba su San Martino:

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e lungo la statale
c’è stato un bel frontale.

Chandy su Erano i capei d’oro a l’aura sparsi:

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ‘n mille dolci nodi gli avolgea…
– A France’! E dille di usare il Pantene lisci e fluenti!

Orazio su Domenica bestiale:

Domenica ti porterò sul lago…
però poi me la dai, eh!

Come vedete, la fantasia non ha limiti. Fate i bravi, continuate a giocare con romanzi, canzoni e poesie e inviate i vostri fincipit! Oppure, se proprio non vi viene in mente niente, basta che compriate dieci-quindici copie a testa e siamo a posto. Grazie a tutti, e buon divertimento!