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Just how to Produce a Study Launch

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Just how to Compose an Article About Yourself

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I fincipit sull’agenda Comix

Con l’estate ormai alle porte, siamo lieti di annunciarvi che i fincipit hanno colonizzato, per il terzo anno consecutivo, le mitiche pagine dell’agendona più pazza del mondo! Per la Comix 2010 abbiamo scelto i proverbi rotti, ovvero la rivisitazione in chiave surreale dei detti popolari più o meno noti. Qualche esempio nuovo nuovo, per capirci meglio:

Erba cattiva, si cambia pusher

Una rondine non fa granché saziare

Se son rose fa’ che siano dispari

A lavare la testa all’asino, il parrucchiere può applicare un sovrapprezzo

Il fine giustifica i documenti Word

Si dice il peccato, ma niente intercettazioni

“Buon sangue, non menta”
(Dracula al bar)

La nostra tradizione è piena di modi di dire da stravolgere: vi è venuto in mente qualcosa? Avanti, sbizzarritevi nei commenti!

Siamo tornati!

Ebbene no, cari lettori, non siamo scomparsi: in questi mesi di apparente latitanza ci siamo semplicemente dedicati ad altre faccende, tra cui la cura del blog satirico Spinoza che, da bravo bambino, ci sta dando tante soddisfazioni (grazie anche a governo e opposizione, che non mancano di fornire materia prima su cui lavorare). Per cui ci perdonerete se abbiamo un po’ trascurato i nostri amati fincipit, dimenticando persino di festeggiare il compleanno di Sempre cara mi fu quest’ernia al colon (tanti auguri, con quei due mesetti di ritardo), l’ormai rarissimo e prezioso volume che tutti voi avrete ovviamente acquistato nonché conservato tra gli oggetti più cari, almeno fino al passaggio del furgone della raccolta carta.

Per farci perdonare vi sottoponiamo un’infornata calda calda di nuovi fincipit, cominciando da quello di Kaos sulla ballata jovanottiana A te:

A te che sei l’unica al mondo, l’unica ragione
per cui voglio buttarmi giù dal balcone

continuiamo con Flower61 su San Martino:

La nebbia agl’irti colli
piovigginando sale.
Bella giornata di merda si prospetta.

Sba su Quattro amici:

Eravamo quattro amici al Tar
che volevano fare ricorso.

Rena su I giardini di marzo:

Il carretto passava e quell’uomo gridava: di chi è la Punto in terza fila?

Giorgio N. sul classico di Montale:

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
…sarà bella la campagna, ma la prossima estate si torna a Rimini.

e Chiagia non è da meno:

Non chiederci la parola
se vuoi vincere il quiz arrangiati.

Paola su Chocolat:

Siamo arrivate col vento del carnevale. Aho’, se piglio quello che ha lanciato le fialette puzzolenti…

Roberta su Fiore di maggio:

Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
sbarcare a Lampedusa, chi te lo fa fare?

Stark su Mi manchi:

Mi manchi,
signor lanciatore di coltelli,
per favore.

Cinzia su Happy hour:

Dicono che tutto sia comunque scritto,
quindi fammi il favore di non firmare niente, soprattutto le clausolette piccole piccole.

Vix su Il maestro di Vigevano di Lucio Mastronardi:

Sono un maestro elementare e ho famiglia. Avete per caso visto la Maria Stella, che ci devo parlare?

e concludiamo con il lapidario Thasaidon su Una musica può fare:

Una musica può fare
cagare.

E voi? Vi siete arrugginiti o la vostra vena comica è ancora viva e pulsante? Sbizzarritevi a creare nuove battute sull’inizio di canzoni, poesie, proverbi, romanzi, opere liriche, istruzioni dell’Ikea, leggi finanziarie e affini: per inviarcele, manco a dirlo, c’è sempre l’apposita paginetta (a patto di scrollare in basso, ché è diventata lunga assai). E adesso…

So this is Christmas
e non so ancora cazzo fare a capodanno.

…a tutti voi, di cuore, buon Natale!

I fincipit fanno bene

Riunitisi per partecipare a Kinder, quei due mattacchioni degli autori di Sempre cara mi fu quest’ernia al colon hanno improvvisato un gustoso booktrailer, sfruttando biecamente la disponibilità di manodopera minorile. Grazie a Rossella, che ha messo a disposizione la splendida (e ignara) attrice protagonista.

Mamme, provate anche voi: funziona davvero!

Daria e i fincipit Non possiamo non ringraziare poi l’immensa Daria, che ha ceduto alle nostre implorazioni di posare con il prezioso volume, concedendoci questo memorabile scatto. E grazie anche ai tanti ammiratori che avrebbero voluto farsi autografare il libro, ma hanno fatto finta di averlo dimenticato a casa (quando in realtà sappiamo benissimo che lo hanno fotocopiato).

Visto che abbiamo iniziato a vantarci, annunciamo che ai fincipit è stata dedicata un’intera pagina (la 403) dell’Agenda Comix 2009! Come già era accaduto l’anno scorso, il nostro passatempo preferito fa irruzione in tutte le scuole dello stivale: auguriamoci non faccia troppi danni. Buon Ferragosto a tutti!

Letteratura leggera

Piccolo aggiornamento estivo per un consiglio letterario del tutto disinteressato (per una volta è vero, eh): è uscita ormai da un mesetto la Storia (parecchio alternativa) della letteratura italiana, opera seconda dell’amica Antonella Landi, la leggendaria Profe dell’omonimo e seguitissimo blog. Non si parla di fincipit, ma è pur sempre un modo di prendere con ironia la letteratura di casa nostra e i suoi protagonisti, autori dei classici che hanno segnato la nostra fanciullezza. E il risultato è una vera sorpresa.

Partendo dalle prime, timide incursioni (piene di K come nemmeno i peggiori sms) del volgare nella lingua scritta, il libro attraversa in una spassosa carrellata tutte le stagioni della letteratura italiana, soffermandosi spesso su quel che i libri scolastici non dicono: le goliardate di Dante, le novelle più sconvenienti di Boccaccio, la piacioneria di Foscolo e l’igiene personale di Leopardi. Il tutto nello stile frizzante, esplicito e toscanissimo che ha reso popolare l’autrice.

Negli studenti maschi, invece, si risveglia il gesto atavico della grattugiata ai bassi fondi.
“Leopardi? Per carità! Quello porta male!”
Nulla di più lontano dalla verità. Se c’è un autore grazie al quale un giovine di oggi può sperare di conquistare e concupire individui dell’altro sesso, quello è proprio lui.
Il disagio e la difficoltà esistenziale (ormai l’abbiamo capito bene) fanno fascino e creano curiosità. L’ammissione di un malessere psicologico sotterraneo e sordo, la rivelazione di un’agitazione interiore che impedisce di vivere sereni e ridanciani sono carte eterne da giocare, sempre vincenti.
“Sì, però intanto Leopardi non ebbe mai una donna” potrebbe ribattere qualcuno.
Vero anche questo, ma per altri motivi: il poeta nato a Recanati non si lavava quasi mai. Dichiaratosi allergico al sapone (sia liquido che in barretta) si teneva a distanza di sicurezza da lavandini, bidè e vasche da bagno come se c’avessero dei vetri rotti intorno.

Un’opera documentatissima che, tra un aneddoto e un gossip d’annata, usa la leggerezza per farci conoscere meglio i padri della nostra lingua e le loro opere, riuscendo persino a farcele amare. Abbiatecelo!

PS: Ovviamente il consiglio è valido solo per chi già possiede il libro dei fincipit, che è propedeutico alla consultazione dell’opera in oggetto. Approfittiamo per ricordare ai più parsimoniosi che su IBS entrambi i volumi godono del 20% di sconto, mica fanfole. Fatevi un regalo, anzi due!

Fincipit proverbiali

Un annetto fa, questo post di Alessandro (alias eiochemipensavo) dava il via al gioco dei proverbi rotti, ossia il principio del fincipit applicato ai modi di dire: si prende l’inizio di un proverbio conosciuto e lo si fa “sterzare” verso una conclusione alternativa, che in molti casi si rivela persino più saggia e istruttiva della versione originale. Ecco alcuni mirabili esempi tratti dai commenti al post.

Cominciamo con ckiikc:

La gatta freddolosa fa i gatti delle nevi.

Due perle dell’amico Giancarlo Tramutoli:

Mens sana si risparmia lo psicanalista.

L’ospite è come il pesce: innervosisce il gatto.

Casalinga commossa va sul lapalissiano:

Gallina vecchia muore prima.

Tre battute di Davide L. Malesi (l’ultima è aggiornata alle novità in materia fiscale):

Chi di spada ferisce, fanno da tre mesi a tre anni di carcere secondo l’attuale ordinamento.

L’abito non fa il monaco: ci vogliono anche i sandali.

Casa mia, casa mia, non paghi più l’Ici.

Queste sono nostre, perdonateci:

Rosso di sera, ma non se c’è il pesce.

Tutti i nodi vengono alla gola.

Chi fa da sé fa per sé.

Can che abbaia rompe i maroni.

Una chicca di autore ignoto, citata da Marchino ed henrietta:

Non tutto il sale viene per cuocere.

Byro ci delizia con un proverbio vietnamita:

Can che abbaia non è ancora cotto.

Un ispirato Gab propone:

Beati i poveri di spirito, perché a me m’han ritirato la patente.

Non c’è peggior sordo di Beethoven.

Sposa bagnata, sposo fortunato.

Irene azzarda una diagnosi:

Occhio non vede, sarà cataratta.

Merita una citazione il capolavoro di Guido Penzo:

Tra moglie e marito scelgo la moglie.

Per concludere con Betta:

Cielo a pecorelle, gli angeli si divertono.

E a voi, viene in mente qualcos’altro? Sbizzarritevicisi nei commenti!